COSTELLAZIONI FAMILIARIIl Daimon e la prospettiva della biografia

14 Gennaio 2019by Giorgia Valenti0

Coloro che si interessano alle costellazioni familiari o a pratiche simili possono essere spinti da motivazioni di diversa natura.

La motivazione potrebbe riguardare la necessità di superare delle difficoltà o dei dolori, di migliorare le proprie “prestazioni” nei diversi ambiti della vita (rapporti familiari o lavorativi, relazione di coppia, denaro etc.), per la propria crescita personale o consapevolezza o magari, perché no, potrebbe essere per pura curiosità.
Mi permetto di offrire una prospettiva che esclude, per un po’, tutti i termini utilizzati in questo ambito – abuso, trauma, blocco, conflitto, consapevolezza, crescita personale, genitori, madre, padre, famiglia etc. etc.etc. – a favore di un altro termine: BIOGRAFIA.

Utilizzando questo termine la motivazione potrebbe suonare come segue: “voglio partecipare a un seminario di costellazioni familiari perché voglio rintracciare la trama della mia storia”…Un altro modo per dirlo potrebbe essere: “perché mi hanno derubato della mia vera biografia e voglio riprendermela” …

Dietro queste modalità di formulare la motivazione c’è il succo della prospettiva della biografia: “voglio scoprire la mia vocazione, il mio Daimon, il mio talento, il mio genio, il mistero della ragione per cui sono vivo/a ed esprimerlo”.
Propongo la prospettiva della BIOGRAFIA perché leggere la vita a ritroso assume così un sapore mitico: un eroe/eroina alla ricerca del tesoro perduto che, fronteggiando e superando coraggiosamente una serie di prove, arriva al suo traguardo: il Daimon.

La chiave mitica ha più forza, a mio vedere, perché il suo fine è la storia del genio non quella del trauma.
Adesso sì che possiamo riprendere le parole che, per un po’, abbiamo escluso, rimetterle nel calderone e citare ciò che afferma James Hillman a proposito dell’utilità pratica di leggere la nostra storia dalla prospettiva del Daimon: “trovare il buon senso di capire che gli accidenti della vita, compresi il mal di cuore e i contraccolpi naturali che la carne porta con sé, fanno parte del disegno del Daimon, sono necessari ad esso e contribuiscono a realizzarlo”.

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